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Collaboriamo? Si, certo ma io non pago una lira.

Collaboriamo? Si ma gratis…

Collaboriamo? Ma qual’è la realtà che si nasconde dietro una così piccola e apparentemente semplice domanda?

Mi rincresce scrivere questo post ma volevo offrire uno spunto di riflessione per tutti coloro che, in qualche modo o forma, si muovono all’interno dell’ambiente fotografico.

Per coloro che non lo sanno, io non sono un fotografo professionista, probabilmente non sono neppure un vero fotografo ma amo la fotografia e le sensazioni che mi permette di vivere.

Perchè parlare proprio della domanda in oggetto?

Qualche settimana fa ho contattato una azienda produttrice di abiti d’alta moda e abiti da cerimonia. Ovviamente non mi permetto di far pubblicità senza il loro consenso anche perchè non è fondamentale sapere altro.

Contatto l’azienda dopo aver visto i loro lavori ed ho pensato che sarebbe stato interessante poter collaborare e quindi aggiungere un’esperienza come quella al mio portfolio.

Si stabiliscono i primi contatti, telefonate, scambi di mail con relativo materiale come, immagini del mio portfolio, immagini della modella che avrei scelto per il progetto, immagini relative alla, o alle, location che avevo selezionato.

E’ chiaro che essendo stato io a propormi, ed essendo un non professionista, ero disposto a realizzare il progetto a titolo di collaborazioine.

Ora,….non ho dubbi, chissà in quanti staranno dicendo…ecco un’altro che sta ammazzando il mercato. Chissà, forse. Ma….chi di voi non ha MAI, e dico MAI, fatto un servizio fotografico si qualsiasi genere, senza percepire una lira? Bisogna essere anche coerenti no?

Bene.

I contatti sembrano procedere nel verso giusto e ad un certo punto, naturalmente, si arriva a parlare dei dettagli.

Ovviamente avendo scelto una modella che lo fa di professione e quindi, non come me che lo faccio foto per passione in quanto vivo di altro, faccio presente al “cliente” che, mentre io ero disposto a fornire una prestazione gratuita “di comune accordo”, non potevo, tuttavia, fare i conti in tasca alla modella e che quindi bisognava prima sentire l’eventuale richiesta da parte della ragazza da me scelta.

Con sommo stupore ho ricevuto un freno clamoroso. Dall’altra parte del telefono arriva un imperativo categorico “…no signor Alessandro…noi abbiamo dei punti saldi e cioè che non dobbiamo spendere…”.

Il tutto senza sapere se il cache della modella era 20, 50, 200 o 2000€. Bene, andiamo avanti comunque.

Si arriva a parlare della location. Ovviamente ho dovuto fare una cernita tra le location più idonee e quando sono location belle, esclusive sono anche a pagamento. Ho fatto notare che lo stesso tipo di problema valeva anche per il noleggio della location. Di tutta risposta mi è stato ribadito che loro hanno dei punti saldi………..

Mi hanno chiesto degli esempi e ho avanzato una cifra simbolica di 50€….assolutamente NO, bocciata come spesa da sostenere, assolutamente da NON considerare, sottolienando che, chi collaborerà con loro avrà in cambio la “visibilità”. (attenzione, non ho detto il nome dell’azienda ma non è Trussardi, Armani, Cavalli, Louis Vuitton o simili….)

A quel punto sono stato inondato da una scia di emozioni varie che andavano dal disorientamento più totale all’incredulità, dala rabbia allo sconforto.

Voglio dire, possibile che una azienda ben inserita nel settore della moda e che vanta linee di prestigio, abiti d’alta moda, sfilate all’estero ecc non possa permettersi le 50€ (ipotetiche) per poter realizzare il suo catalogo della nuova linea? Non posso crederlo assolutamente.

Il punto di riflessione è questo. Siamo convinti che la recessione, la crisi sia l’unico motivo che porti al verificarsi di questi eventi? Siamo sicuri che dietro questa giustificazione, talmente usata e abusata tutti i santi giorni e che è ormai parte dei nostri timpani, martello e incudine ecc… non vi sia un velato, ma neppure tanto poi, intento a “marciarci sopra”?

Non voglio e non posso credere che sia tutto reale, assolutamente no.

Questo cosa vuol dire che, facendolo per passione avrei accettato tranquillamente di farlo senza una contributo spese ma, non riconoscere la professionalità della modella o quella della gestione delle location al punto da non poter sborsare una cifra così irrisoria… non è certo il miglior presupposto per istaurare una “collaborazione”.

Esito di questo? Ho rinunciato a realizzare il progetto convinto che ho solo allungato, ritardato l’agonia di un sistema che farà sì che lo stesso lavoro verrà realizzato da chi è disposto a farlo gratis in cambio della “visibilità”.

Mi chiedo, quando arrivano le bollette, le tasse, ecc non c’è mai scritto 200€ di visibilità, o 1500€ di visibilità. Mi dite come si possono pagare queste spese se in cambio delle prestazioni viene data solo la “visibilità”?

Spero di aver posto un tarlo, un punto di riflessione sempre disponibile al confronto…attendo vostri interventi ma si intende….solo a titolo di collaborazione … e io in cambio vi darò la “visibilità”.

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2 thoughts on “Collaboriamo? Si, certo ma io non pago una lira.

  1. é triste che in Italia esista ancora gente, aziende, che ti prendono in giro dicendo “ti faccio un piacere a farti lavorare gratis ….”…il lavoro non è rispettato e quindi che questi signori si prendano il salasso di tasse che lo stato gli ha aumentato…se noi lavoriamo e siamo pagati poi contribuiamo a far andare avanti il sistema economico….Alessandro spero che tu a queste persone gli abbia “regalato” un bel vaffa…

    Ciao da Duilio

    • Ciao Duilio, la mia risposta è stata estremamente “diplomatica”. Ho cercato di far capire loro che l’andazzo non è quello giusto. Ho anche sottolineato che, senza le foto di qualsiasi fotografo, loro non avrebbero nessuna visibilità, e non il contrario. Esempio: io fotografo il tuo prodotto. Il prodotto viene pubblicizzato con la foto che IO ti faccio….quindi è il fotografo che ti da la visibilità che chiedi per poter vendere il tuo prodotto e non il contrario. Purtroppo sta diventando un alibi e, se utilizzato nei confronti di coloro che sono alle prime armi o credono che ciò porti ad un effettivo “guadagno”…..il più delle volte essi cedono. I dolori arrivano alla fine del mese. Non ho ancora visto nessuno che riesce a pagare le bollette con una moneta che si chiama “visibilità”. Per pagare si usano gli Euro ( € ).

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