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Una giornata tra Amici e Fotografia

Ieri mattina, sveglia presto, di domenica poi…

La sveglia non fa in tempo a farsi sentire che gioco in anticipo di 2 minuti, la spengo, apro gli occhi, giù dal letto.

Ma cosa spinge uno come me a privarsi del risveglio attardato della domenica mattina? Semplice, e la risposta è tutta nell’immagine di questo post.

Appuntamento alle 08:30 sotto casa mia con coloro che saranno i miei compagni di viaggio, Gabriele (Rigon), Bruno, Francesco; persone splendide, vere, che hanno una cultura fotografica ampia e bravi fotografi.

Tutti presenti, prima tappa, barcolazionecappuccinocornetto 🙂

Si parte in 5, e sì, cinque. in macchina c’era anche un libro di Newton (A gun for here) che ci ha tenuto compagnia e ci ha fatto parlare di belle foto…manco a dirlo.

Si arriva a roma (grazie tomtom…) si parcheggia vicino alla Pio IX….(ricordi…) e si prosegue a piedi verso Via Nazionale.

Appena svoltato da Piazza del Popolo vediamo un fiume di gente in lontanaza che si muoveva verso di noi. Ho pensato…cavolo…che succede? Nulla….la maratona. Roma è bella, mi affascina sempre di più. Vedere quella massa di gente unita da un qualcosa che poi non importa cosa ma la unisce e già questo è speciale. Genitori che spingevano i passeggini con dentro i loro figli, ancora addormentati, con la pettorina attaccata sul fianco del passeggino… cani di qualsiasi taglia con il numero stampigliato addosso…..straordinario. 🙂

Arriviamo di fronte al Palazzo delle Esposizioni, la foto di rito (vedi sopra) e l’incontro con altri due amici Riccardo e Massimo. Il cappuccino all’interno della caffetteria del Palazzo è d’obbligo. Un luogo molto ben curato, mi guardavo intorno e, deformazione cronica, vedevo già una modella alta, nuda capelli lunghi posare ovunque per farsi fotografare da me, lì, su quelle enormi scale, addosso a quelle pareti enormi.

Presto sarei ritornato in riga non appena sarei arrivato di fronte alle immagini del mio Idolo (insieme ad Avedon).

Entriamo, superata la soglia siamo all’interno di un luogo che raccoglie le immagini pensate e realizzate da uno dei più grandi fotografi del secolo scorso. Io non sono un cattolico praticamente ma un tempo lo ero e, entrare in quel luogo, mi ha fatto sentire addosso una sensazione tipica di quando si entra in un luogo di culto, dove pervade l’anima di una Divinità. Forse sembrerà strano, ma è così, lo è stato almeno per me.

Non ci si può soffermare su una delle 200 immagini di Newton senza cogliere l’essenza del messaggio, non sono foto, sono urla, sono pretesti per dire qualcosa, sono storie, sono parole dolci o rimproveri, storie commoventi o racconti agghiaccianti. Ti entrano dentro e ti senti piccolo. Non è stato difficile porsi domande, molto meno semplice darsi delle risposte.

Indubbiamente mi hanno portato a fare delle considerazioni, magari banali ma, un conto è vedere le foto di Newton su un libro 20×30, o su google image, un altro è vederle stampate 2mt x 3…

La prima considerazione: immagini come quelle foto scattate nel 1974-75 sono di una attualità, di una modernità, una freschezza sconvolgente. Questo vuol dire, e fa capire, che OGGI si scatta, magari anche inconsapevolmente, come lui scattava già 40 anni fa. Le immagini delle campagne pubblicitarie sono ispirate a quelle di Newton, non lo si può negare questo.

La seconda considerazione: piedi tagliati, elementi a metà, orizzonti storti, mani assenti, modella a destra della foto con lo sguardo verso l’esterno sul lato destro, ecc ecc… Penso a quante volte mi son posto il problema, a quante volte ho cestinato una foto perchè era tagliata la punta della scarpa o l’angolo del gomito. Devo imparare a dare più importanza al contenuto del messaggio che non al contenuto accademico della forma.

Terza considerazione: al diavolo il mezzo, lo strumento.

Detto questo posso solo dire che siamo arrivati alla duecentesima fotografia ed ero deluso solo dal fatto che fossero già finite, cercavo invano un altro corridoio che portasse alla visione di altre immagini….e invece niente. 😦

Abbandoniamo il palazzo e ci dirigiamo verso la stazione ferroviaria di Termini per gustarci un pranzo al volo, dove poter continuare le nostre considerazioni sulla fotografia e i fotografi ma questa volta stando seduti comodamente e masticando qualche boccone (insalata e torta alle nocciole….).

Il dopo pranzo ha toccato gli argomenti più diversi, dalle modelle, alle top model, da Araki a Fontana, dalle Alpi alle Piramidi….

Un buon caffè e i saluti, tutti con il sorriso stampato sulla faccia, soddisfatti di quella che è stata una bella giornata all’insegna della Fotografia più Grande.

Uscendo dalla mostra mi sono permesso di dire ad alta voce un mio pensiero che è questo:

“esco da quì con un enorme peso sulla coscenza, quello di dover mettere al mondo altre fotografie…”

Ringrazio Gabriele Rigon, Bruno Pagnanelli, Francesco Corti, Riccardo Sirica, Massimo Scatolini per la loro compagnia.

A presto.

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