Diary, Model

Questione di Feeling

Quando si inizia a scoprire la passione per la fotografia, specie quando si tratta di fotografia con soggetti umani (modelli e modelle), ci si lascia trascinare dagli aspetti puramente tecnici per la “paura” di non riuscire a portare a casa lo scatto. Questo non basta.Conoscere la tecnica e adoperarsi al fine di assimilarla per quelle che sono le proprie necessità è importante ma, e c’è sempre un “ma”… non basta. Quando davanti alla nostra macchina fotografia abbiamo il nostro soggetto, mettiamo il caso un soggetto femminile, la tecnica diventa marginale. Probabilmente risulterò poco convenzionale o poco accademico, d’altra parte è noto il mio approccio “chimico” alla fotografica. E per chimico non voglio dire che uso la pellicola, quindi il sistema analogico (o tradizionale) per le mie foto ma mi riferisco, più precisamente, agli effetti chimico-fisici che entrano in gioco e che, a parer mio, contribuiscono alla realizzazione di una buona foto, della Foto.

Quello che spesso lasciamo nell’ombra sono gli aspetti emotivi di una fotografia di ritratto. Questo non è un puro esercizio di stile, o almeno, non lo è sempre. Si arriverà sempre ad un punto in cui la tecnica verrà messa da parte, o in alcuni casi addirittura trascurata del tutto, per dare maggior peso alla “chimica”.

Un’altra mia idea che sostengo da sempre è che “LA fotografia, lo scatto, nasce, si crea, nel momento in cui fotografo e modella si rendono conto di viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda” a volte ciò avviene con la semplice stretta di mano o con la prima battuta fatta per rompere il ghiaccio. Poi lo scatto vero e proprio, alla fine….verrà….si tratta solo di fare click, no?

La modella è prima di tutto un soggetto con il suo temperamento, la sua emotività, la sua spigliatezza, la sua timidezza e chi più ne ha più ne metta. In questa intervista a Marika Esposito, con la quale ho collaborato spesso e anche recentemente, è possibile notare anche il punto di vista della modella nella domanda specifica sul rapporto modella-fotografo.

Quindi, immaginate quante possano essere le variabili, le dinamiche in gioco su un set se oltre a tutte le sfaccettature del carattere della vostra modella dovete trarre in gioco anche le vostre…!

Ma allora, come fare? Cosa valutare? Come? Quando? Perchè? Bhe, non facciamoci troppe domande. Non ha senso analizzare ciò che in realtà deve essere, o sembrare, del tutto naturale.

Bisogna essere se stessi. Solo in questo modo si possono evitare spiacevoli sorprese, incomprensioni, intoppi di qualsiasi genere. Indubbiamente c’è da guadagnarsi la fiducia della persona che andreamo a ritrarre. Che essa sia una modella professionista navigata o una seplice amica di famiglia, alla base c’è la fiducia reciproca. Non trascurate mai il fatto che, quella persona, si sta “donando” a voi così com’è. E per farlo è indispensabile che essa si fidi ciecamente di voi. Noi fortunati fotografi che sappiamo apprezzare questo, da parte nostra, dobbiamo dimostrare che per noi, tutto ciò, è un privilegio, sempre. Per mia scelta, oltre che per modo di fare, non ho mai toccato una modella prima, durante o dopo un set. Questo è spesso molto apprezzato perchè aiuta la modella a capire molto di noi. Voglio dire….se la posa della modella potrebbe valorizzarla maggiormente, per esempio, ruotando il bacino…è sufficiente dire alla modella di “ruotare il bacino” (appunto), non serve altro…

Molti di voi penseranno “…ma allora è semplicissimo….basta non toccare…”. Purtroppo no…. Questo è solo un aspetto tra tutti quelli coinvolti. Purtroppo, e per fortuna, ognuno di noi, quindi ogni modella, ha un suo carattere ed è fondamentale scoprirlo. Questo richeide tempo, energia, a volte anche molta pazienza ma, a parer mio, è una fase stimolante almeno quanto le ore trascorse a realizzare il proprio set.

In sei anni non sono stati rari i casi in cui ho atteso anche 10-11 mesi prima di decidere di fotografare una modella. In questo lungo lasso di tempo ho avuto modo di conoscere la persona prima ancora della modella, non solo, anche la modella ha avuto modo di conoscere il suo fotografo. Questo percorso mi ha portato a realizzare alcune tra le più belle immagini che io abbia mai pensato di realizzare. Con quale tecnica? Diaframmi-Tempi e ISO. Questa triade è tutto ciò che serve per realizzare la foto che….in realtà….vi eravata già guadagnata insieme alla fiducia della vostra modella.

Consiglio a tutti di provare, anche solo per un test personale, a dedicare molta più attenzione al rapporto tra voi e la modella piuttosto che preoccuparvi di quale luce usare, quale lente, ecc…. Uno scatto tecnicamente corretto ma privo di emozioni fa di un fotografo un bravo tecnico. Un’emozione in uno scatto con qualche difetto di ripresa fa di voi dei bravi narratori per immagini. A voi il libero arbitrio e comunque sia….tentar non nuoce. 😉

Buona luce a tutti/e.

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