Diary, Model, Shooting

“My Night” con Mirka

Eccoci al battesimo del nuovo anno fotografico. Mentre sottofondo covano interessanti novità, mi dedico, in una fredda serata d’inverno, a trascorrere un pò di tempo e fare qualche scatto con Mirka.

E’ stato bello riceve la richiesta di realizzare un nuovo shooting da parte di Mirka, che ho avuto il piacere di scattare al suo esordio da fotomodella. Le sue origini slovacche la rendono interessante, almeno ai miei occhi, ma credo lo sia realmente.

Avevo voglio di sperimentare, di fare qualcosa di nuovo ma senza eccedere e così ho pensato di realizzare delle immagini notturne, una donna in città di notte, sola, riflette.

Cercavo allo stesso tempo di mettere Mirka nelle migliori condizioni di “essere nella foto”. Ovviamente non ha l’esperienza di una modella navigata ma questo non sempre è sinonimo di insufficienza.

Cena, zaino, si parte. Appuntamento in zona commerciale della città. Prima meta un enorme parchegghio con al centro un lampione altissimo come unico punto di illuminazione dell’intera area. Arriva con il suo fidanzato…a breve marito Fulvio. Apro il bagagliaio, zaino fotografico con tutte le lenti, monopiede, pannello argento/oro, flash con batteria (non l’avrei usato ma mi rassicurava la sua presenza lì pronto alle mie spalle). Prendo il corpo macchina, monto il 50mm e sono pronto. Affido nelle mani di Fulvio la mia Istamatic e due cartucce di polaroid a seguito…si parte.

La luce è molto alta, la temperatura invece abbastanza bassa…1000 ISO, 1/50 e f1.4, tutto pronto…non cambio più nulla…non serve… Si inizia a scattare.

Spesso si dice che le prime foto son da buttare perchè servono solo a “collegarsi” con la modella e invece devo dire che molte erano già buone sin da subito.

Qualche rapida indicazione a Mirka, non stiamo molto tempo fuori, le faccio fumare una sigaretta e poi ci si sposta verso la location successiva.

E’ la volta di un luogo che ha attratto la mia attenzione da moltissimo tempo. Uscendo dalla città, si passa sotto un ponte dove ci sono due grossi cartelloni pubblicitari esattamente al di sotto di esso. Tra i due un faro alogeno dalla luce giallognola e intensa.Si trova a pochi metri dall’asfalto stradale. per molti è un posto dove hanno trovato lo spazio per metterci una luce e due cartelloni di “prese in giro”, per me no. Sono mesi e mesi che passo da lì tutte le mattine per andare al lavoro e ogni volta ci vedo una modella che posa per me. Finalmente…è il momento di rendere tutto reale. Avrei potuto realizzare l’intero servizio solo sfruttando quei due cartelloni, la luce, il freddo e poco più.

Soddisfatto si passa oltre e si realizzano altri scatti da un capo all’altro della strada mentre le auto passano e, con 1/50sec lasciano le loro scie luminose sul fotogramma.

Si sale in macchina e si va all’ingresso dei giardini pubblici dove vi è un enorme cancello in ferro e muro in peperino. Si scatta, il febbro non si sente più, forse siamo arrivati ad avere la stessa temperatura esterna che la differenza ci aiuta a non battere i denti oppure sono talmente preso, come spesso capita, che non sento la stanchezza, il freddo, la fame e…gli acciacchi.

Sempre tutto al minimo, essenziale, semplice, naturale. Ho voluto appositamente usare solo la luce continua perchè temevo che la luce di un flash togliesse naturalezza allo scatto; era l’ultima cosa che avrei voluto fare.

Dai giardini ci spostiamo in pieno centro dove da pochi mesi è stata realizzata un piazza con delle scalinate che fanno anche da sedute per chi volesse passare del tempo a leggere un giornale o guardare i propri figli mentre giocano.

Ogni set è stato chiuso con una Polaroid. Stupendo.

Abbiamo finito, sono soddisfatto, Mirka è contenta e quindi abbiamo raggiunto tutti il nostro goal.

A breve ci raggiunge una nostra amica e insieme si decide di chiudere la serata al pub a bere una birra e fare 4 chiacchiere. Una chiusura insolita per un mio shooting ma molto divertente e rilassante.

Ringrazio Mirka per la pazienza e disponibilità. Grazie anche a Fulvio e Simo per la bella serata trascorsa insieme.

Conclusione: anche questa volta ho avuto la dimostrazione che oltre alla foto in sè c’è molto di più…tanta di quella roba che nessuna dimensione fisica può contenere. Sono i rapporti con le persone in cui riponi fiducia, stima, amicizia che arricchiscono ogni tuo scatto, ogni tua storia…e se poi lo scatto non c’è….pazienza…hai vissuto un’esperienza che magari un giorno ti servirà per la prossima foto, quella giusta. IMO…

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