Diary

Lettera a Babbo Natale

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Ehi Babbo Natale,
come te la passi? Io sto peggio di alcuni ma meglio di tanti altri. Lo so, sono ormai 30 anni che non ti scrivo ma credimi se ti dico che, ogni anno come in questi giorni, t’ho sempre pensato. Quest’anno ho voluto proprio provare a scriverti, magari non servirà a molto ma…..se non lo facessi, temo che rimarrei con in mano un mucchio di dubbi e tanti rimorsi.
Hai ragione, questa lettera è molto lunga ma sono certo che la leggerai tutta, e poi cavolo, sei tu Babbo Natale, quindi devi essere buono per forza, o no?
Sì, sono tante le cose ed è difficile metterle in ordine quindi, visto che un ordine non ce l’hanno considerale tutte cose molto importanti 🙂
Sai Babbo, sarebbe bello se la cattiveria abbandonasse gli animi di ognuno di noi. Chi più e chi meno, ne siamo tutti affetti. Sarebbe meraviglioso poter camminare per strada e vedere volti sereni, rilassati, spensierati a qualsiasi età. Ma cosa c’è che ci rende così insoddisfatti e tristi caro Babbo Natale? Non posso immaginare che tu abbia portato a tutti cenere e carbone durante la loro infanzia.
Fai ragionare le menti di coloro che ci “governano” perché ho proprio l’impressione che non abbiano le capacità o la volontà di governare neppure 2 galline, figurati la nostra Italia.
Vorrei tanto, dolce il mio Babbo Natale, che la gente iniziasse a pensare ed agire senza mettere sempre d’avanti i propri interessi, la ricerca del proprio guadagno; a fare del bene ci si guadagna sempre, perché cercare di fregare sempre il prossimo come se farlo equivalga ad un nostro guadagno irrinunciabile?
Mi piacerebbe anche che sparisse l’opportunismo, che la gente imparasse e si sforzasse a “camminare con le proprie gambe” perché solo così c’è la vera soddisfazione.
Vorrei che tu regalassi delle certezze a chi non ne ha, delle speranze a chi le ha perdute, il sorriso a chi non sa cosa sia.
Calma,…non è finita. Ho ancora molto da chiederti ma, alla fine, per te…son bazzecole.
Vorrei che tu regalassi a mia figlia le stesse cose che ho chiesto il giorno del suo battesimo; fa che sappia sempre riconoscere il bene dal male, ciò che è giusto da ciò che non lo è, ciò che deve essere fatto da ciò che bisogna evitare di fare, Sempre.
Fà che io sia per lei un bravo padre, un giusto padre, insomma….una Babbo come si deve.
Nel tempo mi sto rendendo conto che è la cosa più difficile da fare quando si è genitori.
Mi piacerebbe anche che la vita insieme alla mia compagnia continui a lungo e serenamente, come sempre.
Ah, cosa credi? Che sia finita così?
Certo che no…l’ultimo regalo che vorrei è…continuare a credere che tu, da qualche parte…esisti ancora.

A presto

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